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MEGALOMANIA MADE IN USA

Donald Trump

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UBS: allarme sul proibizionismo americano

La prima banca della Svizzera avverte il mercato mondiale: la profonda guerra commerciale di Trump potrebbe compromettere la crescita del Pil globale.

Il responsabile della divisione commodities e APAC FX presso l’unità di gestione patrimoniale di UBS Dominic Schnider, avverte della situazione pericolosamente proibizionista che si sta insidiando all’interno dei mercati delle commodities industriali dai metalli all’energia.

Secondo quanto afferma l’analista questi prodotti finanziari saranno colpiti in modo negativo da quella che si confermerà “una profonda guerra commerciale”. Naturalmente questo scenario farà, con tutta probabilità, guadagnare molti punti percentuale alle quotazioni dell’oro.

“Potremmo non assistere all’accelerazione della crescita globale a +4,1% attesa per quest’anno, e una decelerazione sarà negativa”. “Ciò che davvero sostiene i guadagni delle commodities sul fronte industriale è il momentum di crescita”.

Questa preoccupazione è iniziata dopo che Gary Cohn ha deciso di lasciare l’incarico di consigliere economico numero uno della Casa Bianca. La notizia ha sconvolto la piazza finanziaria. Infatti, sono diversi giorni che girano voci di una possibile guerra commerciale che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sta apprestando a lanciare contro tutti i partner commerciali dell’America.

Una guerra che ha inizio con il primo motto di Trump “America First”. Questa nuova politica commerciale sembra essersi già concretizzata in diverse occasioni, con nuove imposizioni di dazi doganali minacciate o varate. In effetti, solo pochi giorni fa, il presidente ha ribadito l’intenzione di aumentare i dazi doganali del 25% sulle importazioni Usa di acciaio e del 10% su quelle di alluminio.

Anche se questa nuova politica commerciale ha innescato una dura serie di proteste, le convinzioni del Tycoon non si sono scalfite, anzi, in una delle sue ultime dichiarazioni Trump ha sostenuto che le guerre commerciali sono facili da vincere, irritando sempre più i paesi partner commerciali.

L’Unione europea è già all’opera con tariffe punitive che colpirebbero prodotti americani per un valore di $3,5 miliardi, e anche gli altri paesi non staranno a guardare.

Sul caso Cohn, Bloomberg riporta che Trump lo ha incontrato prima delle dimissioni, chiedendogli di cooperare sulla questione dei dazi doganali e di sostenere la decisione in un incontro all’Ufficio Ovale della Casa Bianca. Il consigliere non avrebbe offerto il suo sostegno, facendo così scattare, dopo qualche ora, l’annuncio della Casa Bianca sulle sue dimissioni.

Last modified onGiovedì, 08 Marzo 2018 16:01
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