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LE ASPETTATIVE DEGLI AVVOLTOI BANCARI

25 tonnellate di oro italiano rubato dai tedeschi

TAVOLE IN ORO

Guardano da sempre all’Italia, anzi agli italiani, come prelibata e predestinata preda da scarnificare; sono gli avvoltoi delle banche con i loro banchieri i veri autori e fautori degli squilibri nazionali e mondiali. Non hanno cannoni a loro disposizione per affondare le vittime predestinate, ma spesso riescono a conseguire i loro piani con giochi di prestigio tra una fluttuazione e l’altra.  Le banche sono istituzioni con licenza di uccidere; autentiche associazioni a delinquere che campano con il capitale privato, capaci di distruggere intere nazioni,  stimolando speculazioni  e finanziando il gioco del potere.

L’Italia è una preda che fa gola a tutti e sono numerosi i competitor che aspettano da sempre la sua caduta.

Ciclicamente ci provano, ma ancora una volta, per l’ennesima volta il “colpo” non è andato come volevano. Uno dei loro galoppini, Renzi, ha fatto fiasco dopo ben 3 colpi di stato anche'essi andati a vuoto. Questa volta dopo molti anni il Popolo italiano sembra aver preso consapevolezza dei pericoli.

Gli avvoltoi dovranno rinvaire il banchetto;  il Popolo s'è desto. La Germania grande direttore d'orchestra dovrà aspettare ancora un po’ per mettere mano sul tesoro italiano; come è noto possediamo una delle riserve in oro nei nostri caveau che fanno tanto gola ai tedeschi.

Non tutti sanno che il nostro paese è il terzo al mondo in quanto a Riserva:

La Riserva consta di oltre 2.400 tonnellate di metallo prezioso (circa 80.000 lingotti), che la rendono (escludendo il Fondo Monetario Internazionale) la terza riserva al mondo per importanza.

Tradotto in Euro, parliamo di un valore di mercato alla fine del 2013 pari a circa 69 miliardi, ma a tale riguardo mensilmente viene pubblicato un documento riassuntivo; i dati di marzo certificano un controvalore dell’oro che si è attesta a circa 75 miliardi.

L’oro è custodito presso la sede di Via Nazionale della Banca d’Italia presso Palazzo Koch dove è detenuta solo circa la metà della Riserva per un peso di 1.199,4 tonnellate, il restante è depositato per la maggior parte presso la Federal Reserve, ma anche presso la Banca d’Inghilterra e la Banca Centrale Svizzera.

Non si conosce l’esatta consistenza dei depositi nei diversi Paesi.

LA DOMANDA DELLE DOMANDE: DI CHI È L’ORO?

L’oro è della Banca d’Italia. Non è dello Stato (e quindi dei cittadini) e tantomeno dei partecipanti privati al capitale, che sulle riserve non possono vantare alcun diritto.

E’ impossibile per la stessa Banca disporre liberamente della Riserva dato che la stessa costituisce un presidio fondamentale di garanzia per la fiducia nel sistema Paese.

Considerando però che la Banca Nazionale fa parte dell’Euro sistema, anche le riserve ne fanno parte e contemporaneamente garantiscono insieme a quelle degli altri Paesi europei il sistema stesso.

La Riserva, teoricamente, è INTOCCABILE e INUTILIZZABILE, quindi le ipotesi di vendita o quelle di utilizzo a garanzia di prestiti pubblici sono semplici speculazioni inattuabili. Tuttavia nessuno puo’ assicurare che dato il pesante debito pubblico, questo tesoro non possa essere oggetto di “appropriazione” da parte della BCE ossia di finire nelle tasche dei tedeschi che da sempre guardano con molto interesse all’oro italiano!

Un’altra domanda che è rimane in sospeso è : cosa accadrebbe al nostro oro se l’Italia uscisse dall’Euro?

Saremmo costretti a “condividerlo” (anche solo contabilmente, dato che spostamenti fisici come già detto non se ne fanno) .

ALTRE NOTIZIE E CURIOSITÀ

– L’oro contenuto nei lingotti ha un tenore estremamente elevato che va da un minimo di 996,2/1.000 a 999,99/1000

– La Riserva è periodicamente sottoposta a verifiche da parte del servizio Revisione Interna e da una società di revisione esterna che le effettua anche nell’interesse della BCE.

– Tutti i lingotti presentano un marchio che ne identifica la provenienza e un codice di fusione.

UN PO’ DI STORIA

Da dove proviene l’oro?

Tenetevi forte!!

Si tratta in gran di oro rubato al SUD ITALIA!! Proprio cosi!!!

In sintesi, ad un iniziale “conferimento” dell’oro alla neonata Banca d’Italia (1893) da parte della Banca del Regno (78 tonnellate) seguirono quelli del Banco di Napoli e di quello di Sicilia (ulteriori 70 tonnellate).

Come dare torto ai sostenitori del Sud depredato dal bandito signor Garibaldi per riempire le casse di Vittorio Emanuele, il Re ladrone dei Piemontesi!!

Fino al 1943 la Riserva subi una serie di variazioni che ne portarono la consistenza poco al di sotto delle 120 tonnellate.

Nel corso del secondo conflitto mondiale l’oro fu soggetto ad una serie di trasferimenti (Milano, Fortezza) sino ad essere definitivamente trasportato a Berlino.

Alla fine della guerra, al momento della restituzione del metallo prezioso alla nostra nazione, risultarono mancanti 25 tonnellate probabilmente imboscati dai tedeschi. 

Negli anni 50 e 60 la Riserva subi rilevanti movimentazioni che ne portarono la consistenza ai livelli attuali, ovvero 2452 tonnellate complessive, suddivise in lingotti d’oro di peso e forma differenti (il classico lingotto trapezioidale, ma anche dalla forma di mattoncino più o meno stondato) e monete (circa 4 tonnellate).

Last modified onMartedì, 06 Marzo 2018 14:24
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