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PER UNA REPUBBLICA FEDERALE

POPOLO E POLITICA

Come sarebbe la penisola italiana se i tanti movimenti autonomisti che pullulano in Italia seguissero le volontà della Catalogna di staccarsi dalla Spagna per dichiarare l’indipendenza? La nuova cartina geografica somiglierebbe molto alle mappe dell’Italia antecedenti al Risorgimento, un puzzle di stati che stravolgerebbe il familiare aspetto geopolitico del Belpaese.

Trentino Alto Adige, Val d’Aosta, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, ma anche Lombardia, Sicilia e un grande stato meridionale che raccoglierebbe Campania, Calabria, Puglia e Basilicata, l’universo separatista in Italia è ampio e sfaccettato e lo scalpore suscitato dal referendum in Catalogna, così denso di polemiche e scontri, ha aggiunto benzina sul fuoco dell’indipendentismo italiano. L’imminente referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto inoltre, che si terrà il prossimo 22 ottobre, potrebbe aggiungere ulteriore energia ai movimenti di chi reclama maggiore autonomia, o addirittura la piena indipendenza.

In Alto Adige il Süd-Tiroler Freiheit (movimento politico indipendentista della provincia autonoma di Bolzano) e il gruppo degli gli Schützen, il movimento dei “bersaglieri” tirolesi, chiedono da lungo tempo la secessione dell’Alto Adige dall’Italia per farsi annettere all’Austria in nome dell’auto-determinazione di buona parte di un popolo che soprattutto nella provincia di Bolzano si sente lontano dall’Italia.

Anche in Sardegna i movimenti che richiedono l’indipendenza sono tutt’altro che deboli, il Partito sardo d’azione, il Progres – Progetu Repu’blica, forte dell’appoggio della scrittrice Michela Murgia e l’ Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna , non hanno mai nascosto la volontà di fare dell’isola sarda uno stato indipendente. Per manifestare la propria solidarietà al popolo catalano diverse delegazioni sono partite per Barcellona proprio nei giorni più caldi.

In Val d’Aosta il Movimento Autonomista Union Valdotaine Progressiste alle passate elezioni regionali ha raggiunto il 20% delle preferenze, l’Union Valdotaine il 33%. Entrambi chiedono maggiore autonomia per la regione posizionata tra la Francia e l’Italia.

I toni si fanno incandescenti in Veneto, “Indipendenza Veneta“, movimento apertamente indipendentista, può contare su circa il 3 % di consensi, una percentuale in costante crescita negli ultimi anni che ha tra le propria fila sostenitori che vedono parallelismi tra la situazione della Catalogna e quella Veneta con qualche supporter che parla apertamente di dittatura centralista.

Spostandoci all’estremo sud, va ricordato che alla fine della seconda guerra mondiale una frangia di separatisti siciliani chiese apertamente agli Stati Uniti di farsi annettere alla grande nazione americana. I più moderati ottennero nel 1947 lo status di Regione autonoma, privilegio che consente alla Sicilia oggi di avere un ordinamento speciale e un’ampia autonomia legislativa. Ma non a tutti basta, la formazione di entità politiche come “Sicilia Nazione” e “Siciliani Liberi” chiedono che la Sicilia diventi quanto prima indipendente, andando così a collegarsi con gli altri movimenti indipendentisti che in Italia, così come in tutta Europa in questo ultimo periodo stanno ottenendo nuovo vigore.

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