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DOVE PAGO LE TASSE?

Reddito e tasse

SOLDI E SOLO SOLDI

Lavorando all’estero spesso si crede di non avere più alcun tipo di obbligo fiscale verso l‘Italia.

In realtà non è sempre così, e le conseguenze possono essere costose.

Italiani andati fuori Patria per lavorare attenzione! Potreste subire una tassazione concorrente (doppia) sul reddito da lavoro prodotto nel caso in cui non si siate iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti Estero).

La tassazione di un soggetto fiscalmente residente in Italia (ancorché lavori o viva all’estero) è infatti diversa da un soggetto fiscalmente non residente. Nel primo caso il contribuente è soggetto alla “Worldwide Taxation”, secondo la quale sono tassati in Italia i redditi ovunque prodotti dal contribuente in quell’anno solare, mentre nel secondo caso il soggetto non residente è tenuto a dichiarare in Italia, e quindi a tassare soltanto i redditi ivi prodotti.

Non va in ogni caso dimenticato che, ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni sui 365), anche non continuativamente, vedono verificata una delle seguenti condizioni: sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile (articolo 2, comma 2 del DPR n. 917/86).

Ricordiamo che, stando alla legge, i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi, hanno l‘obbligo di iscriversi all‘AIRE. Dunque, anche se viviamo da anni all’estero, ma ci siamo sempre dimenticati di cancellarci dall’anagrafe della popolazione residente in Italia, per lo Stato resteremo sempre cittadini residenti e quindi tenuti al pagamento delle imposte sui redditi.

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