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MORIRE DA ITALIANI

USA GENDARMI DEL MONDO

Sotto un cielo di tuoni e fulmini, una Toyota Corolla sta portando all'aeroporto di Baghdad la giornalista del "Manifesto" Giuliana Sgrena, rapita un mese prima dai resistenti iracheni, e il suo liberatore, l'agente segreto NIcola Calipari.

Non è la prima volta che il brillante funzionario del SISMI riesce a recuperare l'ostaggio dietro pagamento di un riscatto: ci è già riuscito nel 2004 con Simona Pari e Simona Torretta.

DA qaundo l'Occidente ha invaso l'Iraq di Saddam Hussein per "esportarvi la democrazia" in cambio del petrolio, molti italiani animati da motivazioni diversissime si sono trasferiti laggiu': i soldati che presidiano la zona meridionale del Paese, le guardie private che lavorano a protezione degli oleodotti, i volontari come Simona e Simona che prestano servizio presso scuole e ospedali, i giornalisti.

Tutte prede ambite per i resistenti, che qualcuno definisce *terroristi" e altri *partigiani".

I militari sono bersaglio di continui agguati e il 12 novembre 2003 un camion esplode davanti alla base italiana di Nassiriya uccidendo 28 uomini e ferendone oltre cento. L'Italia si stringe intorno alle forze armate, ma svanita l'emozione cominciano le polemiche.

Anni dopo i famigliari delle vittime si chiederanno ancora perche' ai loro cari sia stata negata la medaglia d'oro al valore, concessa invece a Fabrizio Quattrocchi, la guardia privata rapita e uccisa con tre colpi alla nuca, che un attimo prima dell'esecuzione ha tentato di togliersi la benda gridando: "Vi faccio vedere come muore un italiano".

Per quella frase Quatrocchi diventa il martire della destra, mentre a sinistra lo chiamavano mercenario e lo contrappongono alle volontarie Pari e Torretta, le buone samaritane.

I tifosi di Quattrocchi ricambiano, considerando le due delle fanatiche irriconoscenti, che dopo la brutta avventura si rifiutano di parlar male dei loro rapitori. I neutrali si limitano a riflettere sulla disparità di trattamento mediatico fra chi compie il suo dovere in Iraq e chi, carabiniere o volontario, lo fa in Italia nel disinteresse generale.

I piu' irritati per la liberazione degli ostaggi sono comunque gli americani. Disapprovano i metodi di Calipari, che anche per la Sgrena ha dovuto pagare un riscatto sostanzioso.

Adesso la giornalista e l'agente segreto si trovano sul sedile posteriore dell'auto, in viaggio verso l'aeroproto da cui poi prenderanno il volo per Roma.

Ma oltre una curva vengono illuminati da un potente fascio di luce: appena sente il crepitio della mitragliatrice Calipari si getta sul corpo della donna e le salva la vita, morendo da eroe.

A sparare è stato un soldato del Bronx di 36 anni, tale Mario LOzano: sostiene di aver scambiato la Corolla per l'auito di un kamikaze.

Gli USA deplorano il "tragico incidente", ma si guardano bene dal consegnare il colpevole alla giustizia italiana: una replica di quanto accaduto pochi anni prima in Val di Fiemme con la strage del Cermis.Quando un aereo militare statunitense ha tranciatoi cavi di una funivia, uccidendo 20 persone.

Dopo l'11 settembre siamo tutti americani. Ma certo, loro continuano ad esserlo un po' di piu'.

4 MARZO 2005

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